Siamo in una lussuosa tenuta portoghese nell’arida regione dell’Alentejo. All’interno delle mura domestiche, dopo la morte del patriarca e proprietario, i membri di una ricca famiglia borghese si scontrano, consumati da rancori sopiti, avidità e dalle spietate lusinghe della speculazione edilizia. Intorno a loro, silenziosa e apparentemente invisibile, la servitù osserva e muove i fili del quotidiano. Attraverso lo sguardo e i segreti di tre donne i cui mondi sembrano non comunicare mai, gli stessi eventi vengono vissuti e raccontati da prospettive inconciliabili.
Quando la minaccia di incendi alimentati dalla siccità bussa alle porte della tenuta, le fragili certezze si incrinano e gli equilibri di potere vacillano. Gli ultimi giorni del paradiso è un affascinante rompicapo narrativo e una satira feroce sulle colpe della nostra società: la cronaca di un incendio, tanto letterale quanto metaforico, alimentato dall’egoismo umano.
“Gli ultimi giorni del paradiso nasce dal profondo desiderio di riflettere sulla catastrofe ambientale a cui stiamo assistendo; non come una minaccia astratta, ma come una realtà quotidiana. Da quando mi sono trasferito nell’arida regione dell’Alentejo in Portogallo nel 2020, ho vissuto fianco a fianco con una comunità che affronta siccità, desertificazione e le pressioni del turismo e della speculazione immobiliare. Sono stato testimone di un paesaggio in cui i ruscelli non si riempiono più, l’erba non cresce più, e dell’ansia per l’assenza d’acqua. Questa realtà locale è l’eco di una crisi globale. Il film riguarda, nella sua essenza, il fuoco, sia letterale che metaforico, nato da un pensiero predatorio, una mentalità che continua a dominare e a guidarci verso un abisso.”
“Il film abbraccia una struttura tripartita che permette di raccontare la stessa storia tre volte, attraverso le prospettive singolari e spesso distorte di tre donne. I loro sogni non si intersecano, i loro mondi non comunicano, uno specchio delle nostre società fratturate. Questa struttura tripartita non è solo narrativa ma filosofica: dissolve il dualismo del conflitto in una terza via, dove i punti di vista si scontrano, si annullano o si ricostruiscono inaspettatamente a vicenda. Cinematograficamente, volevo che il film risultasse intimo, persino soffocante, collocando il pubblico all’interno dei mondi inquieti e fragili di queste donne. In definitiva, Gli ultimi giorni del paradiso è una riflessione sulla fragilità: della terra, della società e delle connessioni umane. È una storia nata in Portogallo, ma che parla in modo urgente della condizione globale che tutti condividiamo.”
16 Aprile 2026
Portogallo, Italia, Argentina
108'
João Nuno Pinto
Fernanda Polacow
Francisca Margarida Marinho, Catarina Beatriz Batarda, Susana Rita Cabaço, Lourenço Jorge Andrade
Kamil Plocki
Andreia Nunes, Wonder Maria Filmes
Lucha D’Orey